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Giobbe 27

Questo capitolo in altre versioni bibliche:
La Bibbia Riveduta,  Giovanni Diodati,  Vulgate (Latino),  King James(Inglese),  

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VersoNuova Riveduta 1994
1Giobbe riprese il suo discorso e disse:
2«Come vive Dio che mi nega giustizia, come vive l'Onnipotente che mi amareggia la vita,
3finché avrò fiato e il soffio di Dio sarà nelle mie narici,
4le mie labbra, no, non diranno nulla d'ingiusto, la mia lingua non proferirà falsità.
5Lungi da me l'idea di darvi ragione! Fino all'ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità.
6Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei giorni.
7Sia trattato da malvagio il mio nemico, da perverso chi si erge contro di me!
8Quale speranza rimane mai all'empio quando Dio gli toglie, gli rapisce la vita?
9Dio presterà orecchio al grido di lui, quando gli piomberà addosso l'angoscia?
10Potrà egli trovare piacere nell'Onnipotente? Invocare Dio in ogni tempo?
11«Io vi mostrerò il modo di agire di Dio, non vi nasconderò i disegni dell'Onnipotente.
12Ma queste cose voi tutti le avete osservate, perché dunque vi perdete in vani discorsi?
13Ecco la parte che Dio riserva all'empio, l'eredità che l'uomo violento riceve dall'Onnipotente.
14Se ha figli in gran numero sono per la spada; la sua discendenza non avrà pane da sfamarsi.
15I superstiti sono sepolti dalla morte, e le vedove loro non li piangono.
16Se accumula l'argento come polvere, se ammucchia vestiti come fango,
17li ammucchia, sì, ma se ne vestirà il giusto; e l'argento l'avrà come sua parte l'innocente.
18La casa che si costruisce è come quella del tarlo, come il capanno che fa il guardiano della vigna.
19Va a letto ricco, ma per l'ultima volta; apre gli occhi e non è più.
20Terrori lo sorprendono come acque; nel cuore della notte lo rapisce un uragano.
21Il vento d'oriente lo porta via, ed egli se ne va; lo spazza in un turbine dal luogo suo.
22Dio gli scaglia addosso le sue frecce, senza pietà, per quanto egli tenti di scampare ai suoi colpi.
23La gente batte le mani quando cade, fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava.







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