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Luca 14

Questo capitolo in altre versioni bibliche:
La Bibbia Riveduta,  Giovanni Diodati,  Vulgate (Latino),  King James(Inglese),  Westcott-Hort (Greco),

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VersoNuova Riveduta 1994
1Gesù entrò di sabato in casa di uno dei principali farisei per prendere cibo, ed essi lo stavano osservando,
2quando si presentò davanti a lui un idropico.
3Gesù prese a dire ai dottori della legge e ai farisei: «È lecito o no far guarigioni in giorno di sabato?» Ma essi tacquero.
4Allora egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
5Poi disse loro: «Chi di voi, se gli cade nel pozzo un figlio o un bue, non lo tira subito fuori in giorno di sabato?»
6Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.
7Notando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:
8«Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, perché può darsi che sia stato invitato da lui qualcuno più importante di te,
9e chi ha invitato te e lui venga a dirti: "Cedi il posto a questo!" e tu debba con tua vergogna andare allora a occupare l'ultimo posto.
10Ma quando sarai invitato, va' a metterti all'ultimo posto, affinché quando verrà colui che ti ha invitato, ti dica: "Amico, vieni più avanti". Allora ne avrai onore davanti a tutti quelli che saranno a tavola con te.
11Poiché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato».
12Diceva pure a colui che lo aveva invitato: «Quando fai un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; perché essi potrebbero a loro volta invitare te, e così ti sarebbe reso il contraccambio;
13ma quando fai un convito, chiama poveri, storpi, zoppi, ciechi;
14e sarai beato, perché non hanno modo di contraccambiare; infatti il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione dei giusti».
15Uno degli invitati, udite queste cose, gli disse: «Beato chi mangerà pane nel regno di Dio!»
16Gesù gli disse: «Un uomo preparò una gran cena e invitò molti;
17e all'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, perché tutto è già pronto".
18Tutti insieme cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un campo e ho necessità di andarlo a vedere; ti prego di scusarmi".
19Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi".
20Un altro disse: "Ho preso moglie, e perciò non posso venire".
21Il servo tornò e riferì queste cose al suo signore. Allora il padrone di casa si adirò e disse al suo servo: "Va' presto per le piazze e per le vie della città, e conduci qua poveri, storpi, ciechi e zoppi".
22Poi il servo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e c'è ancora posto".
23Il signore disse al servo: "Va' fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare, affinché la mia casa sia piena.
24Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, assaggerà la mia cena"».
25Or molta gente andava con lui; ed egli, rivolto verso la folla disse:
26«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.
27E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
28Chi di voi, infatti, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolare la spesa per vedere se ha abbastanza per poterla finire?
29Perché non succeda che, quando ne abbia posto le fondamenta e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno comincino a beffarsi di lui, dicendo:
30Quest'uomo ha cominciato a costruire e non ha potuto terminare.
31Oppure, qual è il re che, partendo per muovere guerra a un altro re, non si sieda prima a esaminare se con diecimila uomini può affrontare colui che gli viene contro con ventimila?
32Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un'ambasciata e chiede di trattare la pace.
33Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto quello che ha, non può essere mio discepolo.
34Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che cosa gli si darà sapore?
35Non serve né per il terreno, né per il concime; lo si butta via. Chi ha orecchi per udire oda».







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