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Salmi 56

Questo capitolo in altre versioni bibliche:
La Bibbia Riveduta,  Giovanni Diodati,  Vulgate (Latino),  King James(Inglese),  

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VersoNuova Riveduta 1994
1Al direttore del coro. Su «Colomba dei terebinti lontani». Inno di Davide quando i Filistei lo presero in Gat. Abbi pietà di me, o Dio, poiché gli uomini mi insidiano; mi combattono e mi tormentano tutti i giorni;
2i miei nemici mi perseguitano continuamente. Sì, sono molti quelli che mi combattono.
3Nel giorno della paura, io confido in te.
4In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, e non temerò; che mi può fare il mortale?
5Fraintendono sempre le mie parole; tutti i loro pensieri sono vòlti a farmi del male.
6Si riuniscono, stanno in agguato, spiano i miei passi, cercano di togliermi la vita.
7Retribuiscili secondo la loro malvagità! O Dio, abbatti i popoli nella tua ira!
8Tu conti i passi della mia vita errante; raccogli le mie lacrime nell'otre tuo; non le registri forse nel tuo libro?
9Nel giorno che t'invocherò i miei nemici indietreggeranno. So che Dio è per me.
10Loderò la parola di Dio; loderò la parola del SIGNORE.
11In Dio ho fiducia e non temerò; che potrà farmi l'uomo?
12Io manterrò le promesse che ti ho fatte, o Dio; io t'offrirò sacrifici di lode,
13perché tu hai salvato l'anima mia dalla morte, hai preservato i miei piedi da caduta, perché io cammini, davanti a Dio, nella luce dei viventi.







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